Il favismo

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Alergia alle fragole

Che cos’è il favismo

Il favismo è una patologia congenita, un’anomalia genetica che si presenta come un difetto enzimatico ereditario (carenza di glucosio 6 fosfato deidrogenasi G6PD) e si manifesta con crisi emolitiche acute negli uomini (brividi, febbre, dolori addominali e lombari, shock) dopo l’ingestione di fave, di alcuni farmaci e di infezioni in corso.



Favismo nel mondo e il caso della Sardegna

Il favismo è diffuso ovunque nel mondo, su una popolazione di cento milioni (portatori dell’anomalia, sia uomini che donne). Ci sono però delle aree geografiche dove si concentra la presenza della popolazione affetta, come il bacino del Mediterraneo, Cina e India. In Italia si ha un aumento di casi nelle isole con un picco in Sardegna, concentrato nella provincia di Cagliari, dove si arriva al 25% della popolazione, contro lo 0,5% nell’Italia continentale.
Studi sui sardi effettuati a Sassari mettono in relazione gli anziani centenari della Sardegna con il favismo.
Non è corretto definire i sardi allergici alle fave, perché la diagnosi è di effettivo favismo, mentre l’allergia alle fave è un’allergia alimentare.

Favismo nelle donne

Il favismo nelle donne si presenta in forma molto più lieve. Le donne affette da questa carenza enzimatica sono portatrici del gene modificato e lo possono trasmettere ai figli, sia ai maschi che alle femmine. Questa patologia ha protetto le donne nelle zone della malaria, rendendole immuni dalla malaria mortale.
La donna, sebbene portatrice, potrà non manifestare mai alcun sintomo del favismo.
Questo è dovuto ai due cromosomi X della donna, con un deficit possibilmente parziale, che però rende difficile diagnosticare il favismo, risultando negativo ai test.

Come si manifesta il favismo



Il favismo si manifesta in poco tempo, circa un’ora fino a qualche giorno dopo, principalmente per l’ingestione di fave (fresche, surgelate o secche) e anche nei lattanti dopo che la madre ha consumato fave. I primi sintomi della crisi sono molto evidenti e in alcuni casi gravi.

Sintomi del favismo:

  • pallore accentuato
  • ittero: colorazione gialla di pelle e mucose
  • urine rosse
  • dolori allo stomaco
  • milza ingrossata

Altri sintomi del favismo:

  • febbre
  • anemia
  • nausea e vomito
  • difficoltà respiratorie
  • collasso cardiocircolatorio

I primi sintomi nella reazione acuta, specialmente nei maschi (sia bambini che adulti), fanno identificare velocemente la causa al personale medico. Le reazioni meno acute possono essere confuse con altre reazioni allergiche.
Essendo crisi che possono diventare molto gravi, è necessario portare subito la persona al pronto soccorso, per evitare il peggioramento della crisi. In alcuni casi sarà necessario procedere a trasfusioni.

Favismo diagnosi genetica

Il favismo viene diagnosticato grazie ad uno specifico esame del sangue, che dovrà essere effettuato lontano da recenti trasfusioni e da un episodio di crisi emolitica. L’esame del sangue determinerà la presenza dell’enzima glucosio 6 fosfato deidrogenasi nei globuli rossi. Se l’esame risulta negativo ad una donna che sospetta di essere affetta da favismo (per ereditarietà o sintomi lievi), sarà cura del medico far ripetere gli esami.

Diagnosi prenatale del favismo

La diagnosi prenatale di favismo è consigliata se già a conoscenza della patologia in uno dei genitori (o entrambi). Si può effettuare la diagnosi prenatale di favismo grazie all’analisi molecolare dei villi coriali. Sarà il medico a suggerire il miglior tipo di esame da effettuare per la tranquillità di madre e bambino.

Favismo e farmaci

La carenza dell’enzima rende pericolosa e sconsigliata l’assunzione di determinati farmaci, che portano a chi è affetto da favismo a crisi altrettanto indesiderate come nell’assunzione di fave.

Favismo e farmaci da evitare aifa

I seguenti farmaci sono controindicati e da evitare, poiché è provato che l’assunzione scateni crisi emolitiche anche gravi. Vanno evitati Aspirina e salicidici, sulfamidici, chinina, cloruro di metionina (blu di metilene) e medicinali contro il glaucoma.
Non sono ammessi:
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Favismo e farmaci ammessi

I farmaci ammessi nelle fonti ufficiali a fini terapeutici sono i seguenti:

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Favismo e integratori da evitare

Generalmente non vengono indicati da fonti ufficiali integratori alimentari da evitare, ma chi è affetto da favismo dovrà scegliere per scrupolo integratori multivitaminici che non contengano vitamina C ed estratti di mirtillo, questo per non superare la soglia di assunzione giornaliera di vitamina C, che per i favici è di 1 g.

Favismo e alimenti da evitare

Chi è affetto da favismo deve evitare alcuni alimenti. Oltre alle fave sia crude che cotte e conservate in qualsiasi maniera, altri alimenti e prodotti naturali andrebbero evitati:

  • piselli
  • legumi: fagioli, lupini, ceci, lenticchie, caiano, cicerchia, carrube
  • soia e derivati (latte, tempeh, tofu, miso, edamame)
  • frutta secca: anacardi, arachidi, castagne secche, mandorle, nocciole, tutte le noci, pinoli, pistacchi, tamarindo
  • mirtilli
  • vino (solfiti): bianchi e rossi
  • mentolo (aromatizzante in caramelle, dolci, dentifricio, colluttorio)
  • colorante alimentare blu (E131, Numero CI 42051)
  • chinino (si trova nelle bevande amare come l’acqua tonica, Martini Rosso, aranciata amara)

Favismo e sostanze da evitare

Queste sostanze vanno evitate dai fabici:

  • coloranti all’Hennè (Lawsonia inermis) nero, rosso di tinte per capelli, tatuaggi, polvere
  • naftalina (insetticidi, Acido H)
  • verbena (pianta, prodotti da erboristeria, fitoterapia)

Allergia alle fave

L’allergia o intolleranza alle fave è di solito sofferta insieme all’assunzione dei legumi in generale, perché di difficile digestione per l’organismo. Scartata una diagnosi di favismo, i fastidiosi sintomi che compaiono dopo l’ingestione di legumi possono dipendere da un’eccesiva produzione di gas con i seguenti sintomi:

  • distensione addominale
  • dolori allo stomaco
  • cattiva digestione
  • rigurgito acido
  • flatulenza
  • meteorismo

Chi segue una dieta vegetariana, vegana o predilige l’assunzione di proteine vegetali può incorrere in questi fastidiosi sintomi. In questi casi si consiglia di introdurre i legumi gradualmente della propria dieta, mezza tazza due volte a settimana, per poter arrivare a consumarne giornalmente mezza tazza, nel caso la dieta seguita lo richieda.